Gli anni senza congresso SIOT, silenzi di un passato lontano!

Nunzio Spina

Macerata

DOI 10.32050/0390-0134-275

Settantaquattro lunghi anni senza mai mancare a un appuntamento. Per intere generazioni non c’è stato autunno senza il congresso nazionale della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia. Imperterrito, diremmo quasi inattaccabile, nonostante la moltitudine di riunioni scientifiche che si è visto progressivamente crescere attorno, e dalle quali più volte ha rischiato di essere sommerso, se non si fosse tenacemente aggrappato alla sua identità e al suo vecchio prestigio. L’annullamento dell’edizione 2020, la centocinquesima di una rassegna cominciata due secoli fa, suona pertanto come una spiacevole novità, una di quelle tante rinunce con le quali l’emergenza Covid-19 ci ha costretto a fare i conti.

Sarà un altro punto di ripartenza, però. Un’occasione per meglio comprendere il valore di certe realtà, che spesso consideriamo acquisite e scontate; uno stimolo, anche, verso la ricerca di nuove conquiste. Come quella del “Virtual SIOT”, congresso nazionale on line che – senza sostituirsi all’edizione ufficiale, già rinviata all’autunno del 2021 – si presenta come una interessante alternativa, per quanto ridotto nei tempi e inevitabilmente limitato nelle sue potenzialità divulgative. La necessità di vietare gli assembramenti si è così trasformata nella virtù di contenere i costi e limitare gli spostamenti; formula di comunicazione scientifica con la quale abbiamo già avuto modo di familiarizzare.

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