Introduzione
L’edema osseo 1 è una condizione dolorosa caratterizzata da alterazione dell’intensità di segnale del midollo osseo alla Risonanza Magnetica (RM), con un segnale elevato nelle sequenze fluid-sensitive (T2/proton density con fat suppression e short tau inversion recovery [STIR]) con o senza un basso segnale T1WI. Tale quadro clinico nei traumi 2 viene spesso misconosciuto in acuto, poichè in pronto soccorso non si può utilizzare la Risonanza Magnetica per patologie ortopediche.
Presentazione e storia clinica
Il paziente è un uomo di 42 anni, sportivo, in buono stato di salute generale e senza comorbidità rilevanti. L’evento acuto risale a una caduta occorsa durante attività sportiva, in seguito alla quale ha riportato un trauma in compressione della spalla destra. A causa del dolore persistente si è recato presso un pronto soccorso, dove è stata eseguita una radiografia della spalla, negativa per fratture. In dimissione gli è stata prescritta una terapia con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per una settimana, associata a riposo funzionale mediante tutore tipo sling di spalla per lo stesso periodo. Nonostante tale approccio, la sintomatologia non ha mostrato miglioramenti significativi: persistevano dolore locale, difficoltà nell’eseguire sforzi con l’arto superiore destro e impossibilità a dormire sul fianco omolaterale. Un mese dopo il trauma il paziente si è presentato presso il mio studio privato. Alla valutazione clinica si rilevava una lieve limitazione articolare, algia viva alla digitopressione sul terzo laterale della clavicola destra e sull’articolazione acromion-claveare. I test specifici per la cuffia dei rotatori e per il capo lungo del bicipite risultavano negativi, pur evocando dolore agli estremi gradi di mobilizzazione e sotto sforzo. Alla luce di tale quadro ho prescritto una risonanza magnetica (RM) della spalla destra e una terapia di supporto con paracetamolo e FANS, in attesa dell’esame. La RM, eseguita la settimana successiva, ha mostrato edema osseo severo del terzo laterale della clavicola destra e un lieve versamento infiammatorio a carico dell’articolazione acromion-claveare.
Trattamento ed esiti
Sulla base di questi reperti ho impostato una terapia con neridronato (Nerixia) 3,4 per via intramuscolare alla dose di 25 mg, una somministrazione al giorno per otto giorni consecutivi. Nei primi due giorni ho associato anche paracetamolo e un corticosteroide, allo scopo di controllare più efficacemente dolore e flogosi. Alla rivalutazione dopo due settimane il paziente riferiva una completa remissione della sintomatologia algica. All’esame obiettivo non era più presente dolore né alla digitopressione sul terzo laterale della clavicola né alla mobilizzazione della spalla. Permaneva soltanto una lieve limitazione articolare su base capsulitica, per la quale è stato prescritto un ciclo di chinesiterapia mirata. Il controllo clinico a un mese evidenziava il completo ripristino del ROM (Range of Motion), con assenza di dolore e recupero pieno della forza muscolare. La risonanza magnetica di controllo confermava la completa risoluzione del quadro edematoso. Considerata la restitutio ad integrum clinica e strumentale, non si è resa necessaria alcuna ulteriore terapia.
Conclusioni
Il neridronato rappresenta una strategia terapeutica sicura ed efficace 5,6 nei quadri di edema osseo post-traumatico refrattario, favorendo la completa risoluzione clinico-radiologica senza eventi avversi significativi.
Storia
Ricevuto: 30 settembre, 2025
Accettato: 9 ottobre, 2025
Figure e tabelle
Figura 1. Sequenza STIR del piano sagittale della RM che evidenzia l’edema osseo.
