Introduzione
L’osteosarcopenia rappresenta una condizione muscolo-scheletrica complessa derivante dalla coesistenza di perdita di massa e funzione muscolare (sarcopenia) e riduzione della qualità ossea (osteoporosi) 1. È particolarmente frequente nei soggetti anziani e comporta un aumento del rischio di cadute e fratture da fragilità, incidendo negativamente sugli outcome della chirurgia protesica 2.
Nei pazienti anziani, il solo trattamento chirurgico può risultare insufficiente in assenza di un adeguato recupero del trofismo muscolare, rendendo necessario un approccio integrato che includa interventi nutrizionali e riabilitativi 3.
Presentazione del caso
Paziente di sesso femminile, di 83 anni, affetta da osteosarcopenia, ricoverata per frattura pertrocanterica del femore destro (Fig. 1). In seguito a tale evento, la paziente non è stata inizialmente sottoposta a trattamento chirurgico presso la struttura di primo ricovero.
Dopo un iniziale trattamento conservativo (Fig. 2), la paziente è stata successivamente sottoposta a intervento di artroprotesi d’anca. Il decorso post-operatorio è stato complicato da grave ipotonotrofia muscolare e da lussazione della componente femorale protesica dal neocotile, che ha reso necessaria la rimozione della componente acetabolare, lasciando in sede esclusivamente lo stelo femorale (Fig. 3).
A seguito della rimozione della componente acetabolare e in considerazione della marcata compromissione muscolare, l’équipe che ha eseguito l’intervento chirurgico ha stabilito come condizione imprescindibile il recupero del trofismo muscolare prima di procedere alla revisione definitiva della protesi.
In ottemperanza a tale indicazione, nell’ambito di un percorso di collaborazione sinergica tra ospedale e territorio, la paziente è stata sottoposta a visita fisiatrica domiciliare (Fig. 4). In tale occasione è stato avviato un percorso finalizzato al recupero della massa e della funzione muscolare, basato prioritariamente sull’introduzione di un supporto nutrizionale specifico con AFMS a base di L-leucina, acidi grassi omega-3 e Lactobacillus paracasei PS23, successivamente associato a un programma di riabilitazione domiciliare personalizzato.
La paziente era in terapia per osteoporosi con farmaci anti-riassorbitivi e supplementazione di colecalciferolo; durante la visita domiciliare è stata adeguata la supplementazione di colecalciferolo, risultata insufficiente sulla base dei livelli sierici di 25-OH vitamina D, in considerazione del suo ruolo nel metabolismo muscolo-scheletrico, nel mantenimento della massa muscolare e ossea e nella modulazione del turnover e della segnalazione mediata dai recettori della vitamina D (VDR) lo rende un elemento chiave nella prevenzione dell’osteosarcopenia.
Il monitoraggio clinico-funzionale e metabolico durante il trattamento ha mostrato un progressivo miglioramento della massa e della funzione muscolare (Tab. I).
La cinetica del recupero della massa muscolare appendicolare evidenzia che l’inversione del processo atrofico precede il recupero funzionale, suggerendo che il ripristino morfologico del muscolo costituisca un prerequisito essenziale per il recupero della forza contrattile e della performance biomeccanica degli arti (Fig. 5).
Nel periodo antecedente l’ottimizzazione nutrizionale, la paziente aveva riportato fratture multiple da fragilità (arto inferiore destro, radio distale e metacarpo), indicativi di una severa fragilità ossea associata alla compromissione muscolare. Il miglioramento della deambulazione assistita e della stabilità dinamica è stato osservato clinicamente (Fig. 6).
La paziente ha continuato l’assunzione dell’alimento ai fini medici speciali anche dopo il recupero funzionale, come strategia di mantenimento del trofismo muscolare e prevenzione della recidiva.
Discussione
Il caso descritto evidenzia come, nei pazienti anziani affetti da osteosarcopenia, l’insuccesso protesico sia frequentemente correlato alla compromissione muscolare più che alla complessità tecnica dell’atto chirurgico. Un elemento determinante per il successo terapeutico è stato rappresentato dalla continuità assistenziale ospedale-territorio: l’indicazione chirurgica alla “preparazione biologica” del muscolo è stata recepita e attuata nel corso della valutazione fisiatrica domiciliare.
Il recupero funzionale osservato in questa paziente è risultato temporalmente associato all’introduzione del supporto nutrizionale mirato, che ha consentito di creare le condizioni biologiche necessarie alla risposta riabilitativa.
La L-leucina stimola la sintesi proteica muscolare attraverso l’attivazione della via mTOR 4; gli acidi grassi omega-3 modulano l’infiammazione cronica di basso grado; L. paracasei PS23 contribuisce al recupero muscolare attraverso l’asse intestino-muscolo4. Solo dopo tale ottimizzazione nutrizionale è stato possibile ottenere una risposta riabilitativa clinicamente efficace, dimostrando come lo stimolo meccanico necessiti di un substrato biologico adeguato a esprimere pienamente i suoi effetti 5.
Il miglioramento dell’autonomia nelle attività quotidiane e dell’indice cinematico di carico è stato documentato (Fig. 7).
Conclusioni
Il supporto nutrizionale mirato rappresenta un elemento determinante per il recupero funzionale nei pazienti affetti da osteosarcopenia. L’integrazione di AFMS con L-leucina, omega-3 e L. paracasei PS23 ha svolto, nel caso documentato, un ruolo determinante nel recupero muscolare, potenziando in modo sinergico forza, massa e funzionalità e rendendo il tessuto capace di rispondere efficacemente agli stimoli meccanici della riabilitazione.
L’intervento nutrizionale non deve essere considerato un elemento accessorio, ma un presupposto imprescindibile nella gestione dei pazienti fragili sottoposti a chirurgia ortopedica. L’efficace combinazione dei nutrienti somministrati ha favorito un recupero muscolare progressivo, consentendo alla paziente di riacquistare il controllo articolare e di diventare idonea alla revisione definitiva della protesi. Questo esito sottolinea come la stretta integrazione tra il team ospedaliero e il fisiatra territoriale possa trasformare un potenziale insuccesso biomeccanico in un autentico successo funzionale
In conclusione, la sinergia tra indicazione chirurgica, gestione riabilitativa e supporto nutrizionale mirato è la chiave per un pieno recupero funzionale nei pazienti fragili, con i tre componenti che svolgono un ruolo decisivo nel ripristino di forza, massa e controllo muscolare.
Dichiarazione etica
Il caso clinico è stato condotto nel rispetto dei principi della Dichiarazione di Helsinki. La paziente ha fornito consenso informato scritto alla pubblicazione dei dati clinici in forma anonima.
Storia
Ricevuto: 26 gennaio 2026
Accettato: 23 marzo 2026
Figure e tabelle
Figura 1. Radiografia in 2P che documenta frattura pertrocanterica del femore destro.
Figura 2. Evidenza clinica di grave atrofia dei tessuti molli e scomposizione dell’arto.
Figura 3. Impianto, lussazione e post-espianto acetabolare.
Figura 4. Paziente alla visita fisiatrica territoriale.
Figura 5. Cinematica del recupero volumetrico: inversione della tendenza atrofica precede il recupero funzionale.
Figura 6. Analisi sequenziale del recupero della deambulazione assistita.
Figura 7. Ripristino autonomia nelle ADL Il recupero della stabilità dinamica ha consentito la ripresa del carico sull’arto interessato nonostante la disarticolazione protesica.
| Parametro | T0 (Baseline) | T1 (Ottimizzazione AFMS) | T2 (Recupero Funzionale) |
|---|---|---|---|
| Profilo Metabolico | Stato catabolico / Sarcopenia | Fase anabolica indotta | Omeostasi proteica |
| Tessuti Molli | Atrofia severa | Incremento del tonismo | Ripristino del volume muscolare |
| Mobilità Dinamica | Allettamento forzato | Carico parziale assistito | Deambulazione (Walker) |
| Outcome Clinico | Instabilità protesica | Compenso neuromuscolare | Idoneità alla revisione |
