Introduzione
Dalla descrizione di Dupuytren nel 1831 1 non si conosce ancora oggi l’etiologia. Le teorie eziopatogenetiche descritte in Letteratura sono:
- teoria traumatica;
- teoria microtraumatica;
- teoria ereditaria;
- teoria infiammatoria;
- teoria embriologica;
- teoria endocrina;
- teoria linfatica;
- teoria disvitaminosica;
- teoria tossica (alcolismo; tabagismo etc.);
- teoria metabolica;
- teoria di metabolica-dislipidemica;
- teoria vascolo-nervosa;
- teoria dello stato generale di stress persistente del paziente 2 (Figg. Suppl. 1-3).
Ma oltre l’etiologia ecco ciò che non si conosce ancora della Malattia di Dupuytren (Dupuytren’s Disease, DD):
- non esiste una terapia etiologica medica o chirurgica della malattia;
- non si conosce la causa che scatena la formazione del nodulo (Fig. 1);
- non si conosce la causa che scatena la retrazione dell’aponevrosi digitale o palmare;
- non si conosce perché la retrazione avviene in modo discontinuo;
- non si conosce perché ha diversa aggressività in diversi periodi di mesi o di anni;
- non si conosce perché è più aggressiva in età più giovane del paziente o nelle donne;
- non si conosce perché è più aggressiva se localizzata nella zona radiale della mano;
- non si conosce perché aggredisce uno o più raggi metacarpo-falangee della mano;
- non si conosce perché può localizzarsi solo in un dito (Dupuytren digitale);
- non si conosce perché si estende in altra sede indenne della mano (estensione della malattia) o in altre sedi eterotopiche (Morbo di La Peyronie, di Ledderhose, knuckle pads);
- non si conosce perché recidiva dopo un intervento (ricomparsa nell’area dell’intervento precedente);
- non si conosce perché compare in seguito a traumi, interventi o flogosi sul palmo della mano, fratture, tenosinoviti, sindrome tunnel carpale, flogosi locali del palmo della mano, etc. (iatrogena?).
D’altra parte, gli specialisti (reumatologi, ortopedici, chirurghi plastici e chirurghi della mano) e i medici generici usualmente danno poca importanza ai primissimi e generali segni clinici soggettivi e oggettivi del Morbo di Dupuytren, compreso lo stato generale di stress persistente del paziente. Essi si preoccupano solo di risolvere la retrazione dell’aponevrosi, la deformità delle dita e l’inabilità secondaria della mano. Conseguentemente, le terapie mediche, fisiche, infiltrativo-chimiche e perfino chirurgiche, alla luce della guarigione biologica dei tessuti della mano così trattati inadeguatamente, si rivelano essere necessariamente demolitive dei tessuti e delle strutture funzionali esistenti e devastanti la funzionalità dei singoli organi interessati dall’alterazione patologica (cute e aponevrosi palmare, fasce laterali digitali, articolazioni digitali, strutture vascolo-nervose digito-palmari, etc.) soprattutto nel trattamento delle contratture gravi e delle recidive.
La nostra ricerca vuole proporre qui l’ipotesi etiologica dello stato generale di stress persistente del paziente (con patogenesi autoimmune locale), come cura medica, oltre quella chirurgica e della Personalità del paziente affetto dal Morbo di Dupuytren (Figg. Suppl. 1-3).
Questo Studio si propone quindi di dare al MMG e allo specialista chirurgo della mano le giuste Indicazioni terapeutiche mediche in grado di curare in modo completo il paziente e probabilmente evitare le recidive, senza impedire un trattamento chirurgico specifico per la contrattura digito-fasciale della mano che permette di restaurare la funzionalità delle dita retratte in flessione.
Materiale e metodo
Dal 1984 al 1990, 120 pazienti sono stati esaminati assieme alla Clinica Neuropsichiatrica dell’Università di Torino (Figg. Suppl. 1-3) per valutare le relazioni intercorrenti fra la comparsa nella mano (con le sue localizzazioni somatiche) della DD e la personalità del paziente. La Ricerca clinica ha analizzato lo stato generale di stress persistente psico-fisico dei pazienti in cui erano comparsi contemporaneamente gli iniziali sintomi soggettivi locali o le lesioni oggettive iniziali nella mano 2.
Negli anni seguenti e fino al 2024 altri 170 pazienti sono stati aggiunti a questa casistica ed esaminati con la stessa metodologia; i pazienti presentavano un Dupuytren aggressivo ed evolutivo, recidivato con grave contrattura palmare e flessione importante delle dita. In essi fu applicata la tecnica chirurgica TEC di estensione continua delle dita retratte in flessione e della fascia aponeurotica digito-palmare fortemente contratta 3,4 (Figg. 2, 3).
La tecnica TEC determina, dopo l’estensione atraumatica completa delle dita e della fascia digito-palmare della mano, la ricrescita cellulare fibroblastica nell’aponevrosi retratta (sclerotica e acellulare), elongandola, rigenerandola completamente e riportandola al primo stadio di apparizione della malattia (Fig. 3). Nella fascia elongata ricompare fra le fibre collagene rigenerate (come nella prima apparizione della malattia) una numerosa cellularità miofibroblastica che corrisponde alla sede dei Target points situati nelle nuove fibre collagene della fascia elongata aponevrotica della mano 5-31 (Fig. 4).
Studio del meccanismo psico-patogenetico dello stato generale di stress persistente del paziente
L’indagine anamnestica attenta e minuziosa del paziente e della sua famiglia e l’esame clinico-neurologico dello stato psichico dei pazienti, ha evidenziato che la etiologia del Dupuytren (Morbo di Dupuytren per gli italiani; Dupuytren’s Disease degli inglesi (DD); Dupuytren’s Contracture per gli americani) sia principalmente da ricercare nella personalità del paziente, nei suoi interessi personali e nelle sue problematiche vitali.
Dai casi clinici esaminati nel 90% lo starter della malattia è riconducibile principalmente a:
- problemi di origine economico-finanziaria del paziente;
- problemi di origine familiare;
- problemi inerenti al suo lavoro.
In questi pazienti, l’esame clinico personale ha sempre evidenziato uno o più alterazioni come:
uno stato di irrequietezza generale (anche se non apprezzabile a prima vista), morbosità generale caratterizzata da iper-eretismo psichico, irrequietezza, ipereccitabilità, neuro-labilità psico-fisica, fissazione psichica, psiconevrosi, alterazione affettiva, alterazione del sonno), esaurimento nervoso (eventualmente presente o sofferto prima), tabagismo, alcolismo (in genere negato dal paziente); queste e altre alterazioni psico-fisiche del paziente citate nelle innumerevoli teorie etiopatogenetiche citate all’inizio, aggravano il suo stato generale di stress cerebrale persistente e interargiscono, con perfetta contemporaneità e corrispondenza, alla comparsa dei noduli o dell’ispessimento dermo-fasciale o contrattura palmare delle mani (Figg. 1, 5-7).
Osservazioni cliniche
Alcuni esempi emblematici della casistica (che illustrano lo stato di tensione psichica e di stress prolungato e persistente dei pazienti), rilevati nelle nostre osservazioni cliniche.
1. Comparsa del Morbo di Dupuytren in coincidenza di uno stato di stress persistente di tipo economico
Paziente di 53 aa., operaio,dopo lunghi risparmi contrae un mutuo per l’acquisto della casa. Egli è costretto a notevoli sforzi economici lavorando ulteriormente nella giornata per pagare l’anticipo della spesa pari alla metà del valore della casa.
Dopo poco incontra molte difficoltà per pagare le rateizzazioni semestrali del mutuo e nel frattempo viene licenziato. Nello stesso tempo nota la comparsa dei primi segni soggettivi e i noduli palmari del Morbo di Dupuytren.
Il paziente non ha diatesi familiare di Dupuytren, ha sei figli in cura per asma e insufficienza respiratoria ed è costretto a lasciare il lavoro molte volte durante il mese e alla fine perde il posto di lavoro. Gli viene riconosciuta dallo Stato una Pensione di invalidità per problemi economici e sopravvivenza del gruppo familiare a cui egli è molto affezionato e sensibile per cui tenta anche il suicidio; nello stesso periodo avverte la comparsa di noduli alle mani.
Il paziente ha fatto molti lavori nella sua vita: saldatore, idraulico, meccanico e per ultimo magazziniere. Nel weekend faceva il fattorino. Durante uno di questi lavori riporta una ferita all’occhio sinistro mediante una scheggia metallica e infezione secondaria con perdita dell’occhio, mentre l’occhio destro perde due diottrie e quindi è costretto a perdere il lavoro. La moglie non lavora e in conseguenza di poche risorse riceve lo sfratto dall’abitazione che viene venduta ad altre persone ed è costretto a cambiare casa. Il paziente accusa notevole preoccupazione per la sua famiglia, soffre d’insonnia e inizia una cura per Esaurimento nervoso; nel frattempo accusa la comparsa dei noduli e dei segni soggettivi del Morbo di Dupuytren alle due mani e viene per visita specialistica nel nostro Centro di Chirurgia della Mano.
2. Comparsa del Morbo di Dupuytren in coincidenza di uno stato di stress persistente di tipo familiare
Paziente di 68 aa., paziente in pensione; ha un figlio unico che dopo un anno di matrimonio viene abbandonato dalla giovane moglie. Nascono problemi e tensioni con il figlio per lo smantellamento della casa in cui abitava la giovane coppia e la decisione di ritornare a casa e convivere con i genitori già anziani. Si scatenano conflittualità e stress per tutto il nucleo familiare; la moglie lavora ancora e il paziente è costretto ad occuparsi di tutto: la pulizia della casa, i letti, la spesa, la cucina etc., e deve anche badare alla vecchia suocera che si trova a letto paralizzata. Il padre dopo qualche tempo osserva la comparsa di noduli e ispessimenti palmari alle mani.
Il paziente da piccolo ha subìto un trauma cranico per caduta da tre metri da un albero; è in cura per gastrite, ulcera gastrica e asma. Egli è nato in Sardegna dove faceva il pastore; poi si è trasferito a Torino e lavorava nella macellazione dei polli.
La sintomatologia soggettiva e oggettiva del Dupuytren si aggrava con il trasferimento di tutta la famiglia dall’isola alla grande città di Torino. Egli si sente un capofamiglia e responsabile del lavoro e della sistemazione economica di tutto il gruppo familiare e anche di un fratello che è più vecchio di tre anni e spesso si ubriaca e va sempre in giro per la città. Il fratello spesso viene arrestato dalla polizia che telefona al paziente chiedendo di riprendersi il fratello ubriaco a casa! Alla comparsa evidente del Dupuytren alle mani, il paziente comincia a soffrire di insonnia, ha incubi e si spaventa di notte ed entra in cura per esaurimento nervoso; viene a visita specialistica nel nostro Centro di Chirurgia della Mano.
3. Comparsa del Morbo di Dupuytren in coincidenza di uno stato di stress persistente di lavoro
- Paziente di 66 aa. Dopo molti anni di intenso lavoro dentro una fabbrica si era conquistato un posto tranquillo che gestiva egli stesso quasi autonomamente. La fabbrica poi ha dovuto ristrutturarsi, ha cambiato il tipo di produttività ed è cambiato anche il proprietario. Il paziente ha dovuto riprendere un altro tipo di lavoro e con una intensità non sopportabile con la sua età. Egli ha riferito di essere stato sconvolto dal cambio inaspettato del posto di lavoro, del tipo di lavoro e dal ritmo di lavoro non sopportabile con la sua età. Dopo pochi mesi ha visto comparire un ispessimento dermico palmare alla base del 4° e 5° dito delle due mani e alcune manifestazioni soggettive di insofferenza e eccitabilità psichica durante il giorno e prurito e rossore epidermico alle mani. Viene per una visita Specialistica nel nostro Centro di Chirurgia della Mano.
- Paziente di 45 aa., dirigente d’azienda, da alcuni mesi è impegnato con problemi di competitività della Fabbrica che lui dirige. Nella gestione ci sono problemi finanziari di sopravvivenza e sviluppo che lo impegnano a un superlavoro cerebrale continuo per più di 12 ore al giorno. Durante questo intenso e prolungato lavoro cerebrale manageriale che si protrae per molti mesi, il paziente avverte i primi segni soggettivi della comparsa del Morbo di Dupuytren, come prurito, fastidio, bruciore al palmo della mano e nota l’ispessimento della cute palmare e l’apparizione di uno o più noduli. Consulta il nostro Centro Specialistico.
- Paziente di 38 a., artigiano, falegname, affetto da alcoolismo cronico e diatesi familiare di Morbo di Dupuytren e in cura per esaurimento nervoso. Nel periodo di comparsa dei noduli e della comparsa dell’ispessimento cutaneo palmare è stato impegnato in continui e difficoltosi problemi tecnici e di manualità nel suo lavoro. Per molti mesi è stato costretto a lavorare fino a 12 ore al giorno per poter risolvere problemi di allargamento e differenziazione della sua attività artigianale di falegnameria. Viene a un controllo specialistico della funzionalità della sua mano.
Localizzazione dei noduli e meccanismo patogenetico tissutale dell’origine della contrattura al palmo della mano
La principale localizzazione anatomo-topografica dei noduli o micronoduli si trova nelle fasce aponevrotiche digito-palmari, alla piega palmare di Kanavel del palmo della mano. Queste localizzazioni assieme ai rami terminali dei peduncoli nervosi sensitivi localizzati nel derma della cute palmare, costituiscono gli organi bersaglio (target points) 5-12.
In essi agisce l’azione dello stato generale di stress persistente del paziente determinando un’attivazione cellulare miofibroblastica e miofibrillare del collagene (Figg. Suppl. 1-3, 8, 4) 13-21.
Ciò avverrebbe dopo una necrosi di carattere autoimmune (microlesione vascolo-nervosa (come avviene nell’ulcera gastrica, nelle lesioni allergiche cutanee per reazione allergico-iperergica, etc.) che determina la comparsa secondaria di una cellularità fibroblastica e formazione di altri macro e micronoduli 9,15,16,20-22, (Fig. 8, 4).
Nell’attività miofibroblastica del nodulo vi si potrebbe riconoscere quindi una reazione riparativa fibroblastica all’azione necrotica autoimmune locale di somatizzazione dello stress; ne consegue poi ispessimento, aderenza e fusione dei vari fasci di tessuto collagene come vera e propria risposta tissutale che evolve verso la retrazione, contrattura e degenerazione fibromatosa 18,20,21,24.
Si aggiunge poi lo stress funzionale locale (functional stress) che può accrescere e autoalimentare il processo reattivo fibroblastico. Lo stress funzionale è dovuto al movimento attivo e passivo che provoca e determina il paziente stesso muovendo il dito per vincere la retrazione incipiente delle dita quando inizia la contrattura della fascia, la retrazione in flessione del dito (Figg. 2, 5). Anche l’azione dello stress funzionale locale determinato dal massaggio cutaneo sul nodulo o altre azioni fisiche dirette o indirette agenti sul macronodulo, appena apparso nel sottocutaneo o in sede dermo-fasciale, agisce stimolando e eccitando reattivamente l’azione fibroblastica del nodulo (Fig. 7-8).
Comparsa della localizzazione palmare della contrattura dovuta allo stato generale di stress persistente del paziente
Il paziente, a causa della comparsa ed evoluzione non controllabile della malattia (comparsa del nodulo o aggravamento della retrazione già esistente della fascia digito-palmare della mano) (Fig. 1, 5) accusa un ulteriore stato di irrequietezza, ansietà e preoccupazione persistente. Soprattutto se coesistono malattie associate quali alcolismo, diabete, tbc, epilessia che nei pazienti esaminati hanno sempre acuìto lo stato di stress, l’ansietà, l’iperreattività psichica senza mai risultare determinanti della comparsa della contrattura della fascia palmare.
La presenza del nodulo, l’ispessimento dell’aponevrosi con fusione e ispessimento cutaneo (placca palmare) e la contrattura della fascia retrattile palmare irritano continuamente e per un lungo periodo di tempo il paziente fino a farlo arrivare in certi casi a una fissazione psichica, ossessiva della malattia alla mano (Figg. 1, 6).
Egli spesso crede che la fibromatosi sia una ipercheratos cutaneai e tenta di opporvisi:
- con massaggio locale digitale distensivo con creme di varia natura (questo microtrauma contribuisce a eccitare la iperproduzione reattiva fibroblastica del nodulo) (Figg. 6, 7);
- con la iperestensione del dito interessato (la distensione forzata produce microlesioni dei fascicoli collagene e iperproduzionne fibroblastica cicatriziale retrattile);
- con l’utilizzazione di un tutore statico notturno con il dito esteso etc.
Egli spesso ha un atteggiamento contrastante con l’evoluzione clinica di una malattia cronica (a cui di solito il paziente si abitua e convive); infatti si è accertato che nel paziente lo stato di generale di ansia e di stress persista, anche dopo i chiarimenti esaustivi sull’evoluzione lunga e alternante di questa malattia da parte dello specialista, chirurgo della mano.
Dupuytren iatrogeno
Dall’osservazione clinica dei casi esaminati è stato possibile accertare in alcuni pazienti uno stadio iniziale di contrattura di Dupuytren nelle mani, che noi definiamo Iatrogeno. Esso compare talvolta dopo interventi sul palmo della mano come: la tenosinovite stenosante dei tendini flessori, la sindrome del tunnel carpale, interventi vari per fratture, ferite, flogosi del palmo della mano, traumi contusivi importanti, etc. La modalità di comparsa e la sintomatologia iniziale soggettiva e oggettiva è da considerare alla stessa stregua del Morbo di Dupuytren standard 25,27.
Anche le alterazioni psico-neurologiche cerebrali riscontrate in questi pazienti possono rientrare nella nostra teoria etiopatogenetica del Morbo di Dupuytren, determinato dallo stato generale di stress persistente del paziente 2, 25.
Analisi clinica dei primi segni soggettivi della malattia alla mano
In quasi tutti i pazienti esaminati la sintomatologia soggettiva locale inizia a manifestarsi contemporaneamente alla comparsa dello stato generale di stress. Insieme alle prime lesioni anatomo-patologiche apprezzabili macroscopicamente (nodulo e retrazione), compaiono le manifestazioni cliniche soggettive precoci come:
1. Senso di prurito localizzato nella zona di comparsa del nodulo; 2: Sensazione di fastidio continuo locale; 3. Sensazione di bruciore cutaneo; 4. Bisogno soggettivo di massaggio della cute palmare ispessita e della cute sovrastante gli organi bersaglio digito-palmari (nodulo o briglia retrattile dove sono localizzati i target points già descritti prima; 5. Bisogno ossessivo di toccarsi e strofinarsi la cute palmare della mano viene accentuato dal paziente perfino durante la formazione della fusione dermo-fasciale a livello del nodulo e della retrazione della fascia aponeurotica (Fig. 6)
I pazienti riferiscono contemporaneità di questi disturbi con la manifestazione dello Stato Generale
persistente di stress e durante le sue riacutizzazioni; questi disturbi possono durare anche fino a 1-2 mesi dopo l’inizio della malattia.
L’esaurimento dello stato di stress determina la contemporanea scomparsa dei segni soggettivi cutanei a livello dei noduli o dell’ispessimento dermo-fasciale dell’aponevrosi palmare della mano; il paziente per lungo tempo convive con il nodulo o la briglia palmare retrattile, senza più curasene ossessivamente.
Discussione
Questo studio clinico sull’ipotesi etiologica dello stato di stress generale persistente del paziente, specificatamente caratterizzato da problemi di tipo economico, familiare o di lavoro, conferma la nostra teoria etio-patogenetica come starter affidabile del Morbo di Dupuytren. Lo stato personale generale di stress persistente del paziente è sempre presente alla prima apparizione delle manifestazioni cliniche locali e corrisponde alle lesioni anatomo-patologiche nei tessuti dermo-cutanei e fibro-fasciali dell’aponevrosi nel Dupuytren.
Dallo studio di 290 pazienti (120 esaminati fino al 1994 e 170 fino al 2024) si evidenzia la necessità per il chirurgo della mano di correggere chirurgicamente la retrazione e l’alterazione funzionale delle dita specialmente nei casi gravi ed evolutivi e nelle Recidive della contrattura, ma anche di farsi carico di ricercare, correggere e curare lo stato generale di stress persistente del paziente per evitare anche le stesse recidive della contrattura.
La patogenesi consiste infatti nell’iperattività cerebrale e in una reazione autoimmune locale (somatizzazione) negli organi bersaglio presenti nel derma e nella aponevrosi digito-palmare della mano. Lo stato continuo e persistente di stress del paziente determina una vera e propria relazione di causa ed effetto con un meccanismo autoimmune locale, seguito da necrosi (microlesione vascolo-nervosa) dei target points dermo-fasciali 28,29. Ne consegue la comparsa secondaria di ipercellularità da reazione miofibroblastica riparativa con formazione di noduli (macro e microscopici) localizzati nella fascia digito-palmare e nel derma della cute palmare o digitale 30,31. La dermo-fasciectomia, tecnica chirurgica ablativa proposta dal Prof. Hueston prevede infatti la rimozione delle due localizzazioni (cute e fascia) dove si localizzano i target points starters della contrattura aponevrotica digito-palmare della mano 26,27. In essi si sviluppa l’attività miofibroblastica del nodulo che determina quindi una reazione riparativa miofibroblastica all’azione necrotica autoimmune, locale, di somatizzazione tissutale nella mano provocata dallo stato generale di stress persistente del paziente. Questo meccanismo si autoalimenta variabilmente nel tempo e giustifica anche l’evoluzione clinica variabile, instabile e misteriosa del Morbo di Dupuytren 32,33.
La nostra teoria etiologica è quindi in grado di includere e anche di far capire tutte le ipotesi eziologiche enunciate nell’introduzione, dato che in tutte è evidente la presenza dello stato generale persistente di stress del paziente; perciò la nostra esperienza costituisce un vero assioma etiologico della Malattia di Dupuytren dopo 194 anni dalla sua prima descrizione.
Il trattamento chirurgico, soprattutto nelle contratture gravi e nelle recidive del Morbo di Dupuytren, anche se necessario e indispensabile, rimane comunque ampiamente riconosciuto ancora oggi essere empirico, sintomatico e demolitivo.
Tutti i tessuti e le strutture funzionali esistenti nella mano sono devastate dall’intervento ricostruttivo e la funzionalità dei singoli organi interessati dall’alterazione patologica degenerativa (cute e aponevrosi palmare, fasce laterali digitali, articolazioni digitali, strutture vascolo-nervose digito-palmari, etc.) registra nella mano una devastazione biologica residua irreversibile.
Conclusione
Da questo studio si evidenzia quindi che lo stato generale persistente di stress del paziente costituisce la causa iniziale (starter) su cui poi influiscono forze esterne (stress funzionali secondari). È necessario quindi che il chirurgo della mano, oltre a correggere la retrazione digitale e l’alterazione funzionale delle dita, la contrattura fasciale e cutaneo-palmare, si debba far carico di analizzare, oltre lo stato generale di stress persistente del paziente, anche del meccanismo patogenetico della malattia.
Egli deve studiare e interessarsi alla personalità del paziente affetto da Morbo di Dupuytren e prenderlo in cura o farlo prendere in cura da un neurologo fin dalla comparsa dei primi segni soggettivi e oggettivi (macroscopici) del Dupuytren’s Disease del paziente.
Storia
Ricevuto: 8 febbraio 2026
Accettato: 18 marzo 2026
Figure e tabelle
Figura 1. Apparizione nodulare contenente i trigger points del Morbo di Dupuytren con fusione dermo-fasciale fibro-collagene e inizio contrattura digito-palmare.
Figura 2. Apparecchio TEC per la tecnica di estensione continua atraumatica delle dita nel Morbo di Dupuytren grave ed evolutivo.
Figura 3. Estensione atraumatica completa del dito mediante l’Apparecchio TEC come quando il Morbo di D si trova allo Stadio 0 di gravità.
Figura 4. Morfologia del micronodulo dermo-fasciale non delimitato e sede di starter point. Ipercellularità fibroblastica riparativa come reazione all’azione locale necrotica autoimmune con fusione e aderenza dermo-fasciale; starter della contrazione miofibroblastica (vedi testo)
Figura 5. Comparsa iniziale di Dupuytren bilaterale evolutivo delle mani. Manifestazioni oggettive locali nodulari e inizio di contrattura fasciale e dermica. Le manifestazioni soggettive generali sono descritte nel testo.
Figura 6. Manifestazioni oggettive nella mano dovute allo stato generale persistente di stress del paziente. A) Stadio iniziale di apparizione del nodulo palmare della Mano nel Morbo di Dupuytren; B) sviluppo reattivo provocato dal paziente con massaggio, strofinamento e varie terapie locali e estensione forzata del dito (functional stress secondario); C) Stato di quiete dei noduli e della retrazione palmare dopo uno stadio di evolutività contrattile.
Figura 7. Prima percezione oggettiva (e soggettiva) del Dupuytren alla Mano su cui il Paziente esercita spesso inconsapevolmente lo stress funzionale irritativo del massaggio cutaneo.
Figura 8. Morfologia del micronodulo dermo-fasciale. Iniziale dissociazione delle fibrille collagene per locale autoimmune necrosi delle fibre collagene dovuta a somatizzazione dello stato generale di stress del paziente (vedi testo).
