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Dallo scalpello alla penna

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Il Vallon Popera e i suoi mille volti: foto con dedica di Claudio Cereser!

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Publication Date: 2026-06-24

Summary

Ci sono luoghi che ti entrano dentro, nella mente e nell’anima. Te li ritrovi come una parte di te stesso, fissati plasticamente dalle reti della memoria, illuminati dai circuiti delle emozioni. Un legame così forte da renderne impossibile il distacco; piuttosto da tenere sempre vivo, andando alla scoperta di nuovi percorsi, e magari di qualche segreto ancora nascosto.

Claudio Cereser – per tredici anni primario ortopedico all’Ospedale di San Donà di Piave – ha fatto questo e tanto altro. Al Vallon Popèra, conca dolomitica all’estremo nord della provincia di Belluno (l’Alto Veneto incuneato tra Alto Adige, Austria e Friuli), ha voluto addirittura dedicare un libro, togliendo ogni velo di riservatezza all’intimità delle proprie conoscenze e dei propri sentimenti. L’ispirazione è scattata dal momento in cui, collocato in pensione per il servizio pubblico, ha deciso di trasferirsi con la famiglia lassù, nel paesino di Padola di Comelico Superiore, in maniera che quel “Vallon”, già assestato nella sua mente e nella sua anima, fosse anche perennemente davanti ai suoi occhi.

È la prima iniziativa editoriale per lui. Un atto d’amore che si traduce in un vero e proprio saggio, presentato al lettore con la leggerezza di una stimolante guida turistica e la consistenza di una rigorosa impostazione culturale e scientifica. Requisiti per i quali era necessario condividere il lavoro di ricerca e la stesura del testo con un affermato naturalista divulgatore come Michele Zanetti. Il Vallon Popera oggetto di studio in tutti i suoi aspetti: ambiente, paesaggio, flora e fauna, proprio come recita il sottotitolo del libro. Ma c’è anche spazio per la narrazione della sua storia (dove riappare il tragico teatro della Prima guerra mondiale), per l’incontro con civiltà e genti che vi hanno dimorato (cacciatori, boscaioli, pastori), per la ricerca di tracce lasciate dalla presenza dell’uomo.

Il Vallon Popera, in fondo, non è altro che un emblema del vasto arco alpino dolomitico, laddove l’azione incessante di ghiaccio, neve, sole, vento – così ben rappresentata dagli autori – ha modellato nei secoli un paesaggio caratteristico di esclusiva bellezza: dall’alto, le guglie e le rupi di rocce dolomie, colorate dai riflessi solari; poi il ghiaione, la soglia glaciale, la prateria, fino alla vegetazione con le foreste di conifere; l’acqua di laghi montani e ruscelli; la ricca fauna di predatori e di fitofagi. Tutto dettagliatamente documentato con schede e ricca iconografia.

Un paesaggio, nondimeno, in continua trasformazione, col succedersi dei cambiamenti climatici, che ne hanno nel tempo alterato la fisionomia e il ruolo. E qui si comprende il vero scopo di questa trattazione: quello di presentare una fotografia, un ritratto fedele e documentato delle condizioni attuali, che i posteri – un bel giorno –potranno mettere a confronto.

Modificazioni che gli occhi di Claudio Cereser hanno già avuto il tempo di poter constatare, da quando – non ancora dodicenne, in vacanza estiva con i compagni di collegio dei salesiani di Don Bosco – si era fermato per la prima volta a contemplare la maestosità delle vette che fanno da corona al Vallon Popera, prima di infilarsi, con temeraria innocenza, in uno dei suoi canaloni.  Era scoccata la scintilla. E certi amori, si sa, non finiscono…

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a cura di Nunzio Spina - Macerata

How to Cite
a cura di Nunzio Spina. (2026). Il Vallon Popera e i suoi mille volti: foto con dedica di Claudio Cereser!. Giornale Italiano Di Ortopedia E Traumatologia. Retrieved from https://www.giot.it/article/view/2584
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